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Ruolo della rieducazione propriocettiva nel trattamento delle instabilità di spalla

Metodi

Il soggetto lavora in galleggiamento verticale con gli arti superiori in appoggio a sostegni fissi o parzialmente mobili, deve mantenersi in equilibrio trasmettendo al corpo piccoli e veloci spostamenti fino alle estremità inferiori. È un’attività complessa di equilibrio, in cui il maggior coinvolgimento muscolare, propriocettivo e cognitivo degli arti superiori viene molto esaltato in acqua alta per l’assenza di appoggi plantari. Il primo approccio è conservativo per una durata di 4 mesi compatibilmente alle necessità del paziente; il lavoro è incentrato sul rinforzo muscolare associato alla percezione del senso cinestesico.

Solo se non si avrà avuto successo si procederà con il trattamento chirurgico.

Metodi

Numerosi studi e ricerche riportano diverse definizioni che costituiscono la base teorica del nostro protocollo di applicazione:

  • 1)la stabilità articolare è il risultato di una complessa interazione tra la componente statica e dinamica mediata dal controllo neuromuscolare;
  • 2)l’instabilità gleno-omerale (GO) produce effetti deleteri sul senso di posizione e cinestesia;
  • 3)l’instabilità GO ed il deficit propriocettivo influiscono negativamente sulla stabilità funzionale della spalla, si vengono a creare così alterazioni a livello dei patterns di attivazione del controllo neuromuscolare degli stabilizzatori dinamici, della coattivazione della cuffia, una più lenta attivazione del bicipite brachiale, deficit del grande pettorale e ridotta coattivazione SVSP/STSC;
  • 4)aumento della stabilità dinamica in seguito a miglior co-attivazione degli stabilizzatori dopo training con esercizi a catena cinetica chiusa (CCC).

Il lavoro effettuato in condizioni instabili dove il corpo stesso è in CCC dovrebbe essere preferito quando oltre all’aumento di forza, si ricerca l’ottimizzazione del controllo motorio e della coordinazione nella strategia dell’azione.

Nel mantenere una forma ed esprimere movimento i soggetti migliorano il controllo neuromuscolare perché hanno la necessità di far lavorare i muscoli in catena: trovando appoggio sugli stabilizzatori i muscoli motori sono più liberi di effettuare azioni ed esprimere più potenza. La nostra esperienza ci porta a confermare il protocollo di Ben Kibler dove l’obiettivo è ripristinare la funzione ottimale a livello complessivo e non solo distrettuale.

Coinvolgere ogni anello della catena dinamica delle azioni complesse come la postura dell’anca, del tronco e della scapola è necessario per ripristinare il funzionamento posturale-propriocettivo.

Risultati

Gli esercizi in CCC garantiscono maggiori risultati sullo sviluppo del controllo propriocettivo.

Scopo della rieducazione propriocettiva è la scomparsa del dolore e il ripristino dell’equilibrio muscolare che in assenza di lesioni viene ottenuto in 2 mesi con una frequenza di 3 sedute a settimana. Per il consolidamento dei risultati consigliamo di proseguire con un’attività di mantenimento per altri 2 mesi con frequenza monosettimanale.

Conclusione

Pur essendo gli arti superiori molto utilizzati nella nostra attività quotidiana relazionale e lavorativa, è molto difficile coinvolgerli in un’attività propriocettiva a CCC; un valido strumento è l’attività in acqua, dove il corpo lavora in CCC. Gli stabilizzatori sono coinvolti in catena dinamica per ridurre la lassità e l’effetto di un’azione è dato dall’appoggio dei muscoli distali sugli stabilizzatori prossimali: l’anello debole diventa il perno del movimento come avviene nel lancio di una catapulta.

Cosa dicono i nostri pazienti

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