Stabilizzazione attività in acqua nel post-operatorio di EDD secondo la metodologia della Core-stability

Codeluppi D, Lagalla V, Bovina G

Modus, Castelfranco Emilia, Modena, Italy

INTRODUZIONE

In seguito all'insorgenza di lombalgie frequenti in post-operatori di EDD spesso imputata all'ipotono e mancanza di coordinazione intermuscolare fra i gruppi mm del tronco, abbiamo messo a punto una serie di esercizi che potessero proteggere dal sovraccarico funzionale il rachide lombare.

Il lavoro principale è nato da una lunga esperienza di lavoro in acqua e dallo studio e presentazione di alcuni lavori ritenuti di interesse scientifico.

 

METODI

L'idea è quella di rinforzare e stabilizzare i muscoli del core interno (trasverso, obliqui, multifido, pavimento pelvico e diaframma) affinché possano svolgere la funzione di corsetto attivo che protegga attivamente dai sovraccarichi il rachide lombare.
Il lavoro è nato dallo studio e applicazione in acqua dei principi della core stability: si vanno a mobilizzare i segmenti distali, anche con l'ausilio di galleggianti, per aumentare l'azione stabilizzatrice dei muscoli sui segmenti prossimali.

Gli esercizi sono principalmente effettuati in acqua alta con il corpo in posizione verticale e sostenuto da galleggianti alle estremità superiori; da lì si fanno eseguire sforbiciate e azioni dinamiche con gli arti inferiori chiedendo di stabilizzare il busto con l'azione dei muscoli del core.

Infatti in una sforbiciata con gli arti inferiori sul piano sagittale il tronco tenderebbe a inarcarsi in estensione seguendo la spinta verso dietro degli arti; se chiediamo di bloccare il busto attraverso la contrazione di traverso e obliqui, notiamo che più è ampia e forte l'azione degli arti più è faticosa la stabilizzazione e controllo del busto.

In acqua per la riduzione dei riflessi tonico-posturali già il mantenimento della postura è un'azione.
Si ricerca la sinergia tra autoallungamento del busto portando le scapole in adduzione e l'avvicinamento delle ultime coste sulle spine iliache anteriori superiori.
Utilizziamo costantemente il principio di irradiazione, per cui se un muscolo è debole la sua attivazione viene favorita dalla contrazione dei muscoli contigui sulla stessa catena muscolare.

Per esempio la contrazione di pavimento pelvico e adduttori facilita il reclutamento del trasverso che si esprime con la contenzione del tratto ombelico-pube lasciando libero il diaframma per l'azione respiratoria.

 

METODI

L'obiettivo principale non è tanto il rinforzo muscolare quanto la sensibilizzazione di muscoli deboli come il trasverso e gli obliqui che in presenza di forza di gravità e posture ripetitive tendono a diventare silenti; è noto infatti che in presenza di lombalgia il trasverso ed i muscoli del core si attivano in ritardo rispetto agli estensori del tronco, così oltre allo squilibrio muscolare che si autoalimenta si ha un sovraccarico sui dischi.

Il segreto non è avere muscoli forti ma reattivi, quindi è indispensabile un buon controllo propriocettivo per poter disporre del corsetto muscolare dinamico in ogni momento e non solo relativamente al comunque sia breve momento riabilitativo.

 

DISCUSSIONE

I risultati sono di grande interesse perché oltre alla riduzione del dolore e delle recidive viene riscontrato nei pazienti un notevole miglioramento del controllo propriocettivo della muscolatura stabilizzatrice del tronco. La cosa interessante è che nonostante il programma riabilitativo venga svolto in acqua, lavorando sul sensoriale, sul sensitivo (ponendo l'attenzione sul senso cinestesico) e cognitivo (ricordiamo ciò che percepiamo) si riesce molto bene di disporre a secco del maggior controllo posturale percepito in acqua.

I muscoli posturali antigravitari una volta sentiti e sensibilizzati vengono facilmente reclutati durante quegli stimoli ambientali quotidiani che impongono movimenti improvvisi o posture svantaggiose a livello del tronco.

I pazienti riferiscono chiaramente di sentire la muscolatura del busto molto reattiva, forte e soprattutto di riuscire a gestire meglio l'affaticamento e a evitare il sovraccarico funzionale del rachide lombare.


Il paziente non è più unità passiva di somministrazione di esercizi, ma viene coinvolto attivamente per migliorare la propria salute, intesa come benessere fisico e non solo come assenza di malattia o dolore.

 

XVII INTERNATIONAL CONGRESS ON SPORTS REHABILITATION AND TRAUMATOLOGY